Come back to stay: landscape connectivity analysis for the Eurasian otter (Lutra lutra) in the western Alps

La lontra eurasiatica (Lutra lutra), affascinante e discreto mammifero acquatico, è considerata un simbolo della salute dei corsi d’acqua. Nel secolo scorso, però, la specie ha subito un drammatico declino in gran parte d’Europa, spinta sull’orlo dell’estinzione totale da inquinamento, caccia e distruzione degli habitat naturali. Oggi, grazie a importanti politiche e azioni di conservazione e alla progressiva riduzione dei principali inquinanti, la lontra sta lentamente tornando a colonizzare alcuni dei territori che un tempo occupava. Tuttavia, il suo ritorno nelle Alpi occidentali, in particolare tra Francia, Italia e Svizzera, è ancora limitato e pieno di ostacoli.

Per comprendere come facilitare questo processo di ricolonizzazione, un recente studio coordinato dal Parco Nazionale Gran Paradiso, in collaborazione con l’Università del Molise e l’Università di Padova, ha analizzato i potenziali corridoi ecologici utilizzabili dalla lontra. I ricercatori hanno utilizzato un approccio innovativo basato sulla teoria dei circuiti elettrici, simulando i movimenti degli animali come flussi di corrente che cercano il percorso più agevole attraverso un paesaggio pieno di resistenze: strade, dighe, infrastrutture e insediamenti umani.

I risultati hanno confermato che i principali corridoi si trovano lungo i fondovalle, in prossimità di fiumi e torrenti. Tuttavia, queste stesse zone sono spesso sottoposte a forte pressione antropica. In Francia, i fiumi Rodano, Durance e Isère rappresentano le arterie principali per il movimento delle lontre; in Svizzera, sono i collegamenti intorno al Lago di Ginevra e i corsi d’acqua come il Ticino e il Reno a giocare un ruolo chiave; mentre in Italia, i fiumi che dai rilievi liguri e piemontesi scendono verso la pianura Padana offrono le vie potenziali di espansione.

Ma il quadro non è privo di criticità: lo studio ha infatti rilevato che circa il 52% dei corridoi più favorevoli per il passaggio della lontra non rientra attualmente in aree protette. Le zone transfrontaliere, in particolare, sono quelle più carenti di protezione e rappresentano un punto debole per la continuità ecologica. Tra le aree di connessione più sensibili spiccano i territori tra il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco degli Ecrins, oltre ai corsi della Dora Baltea e della Dora Riparia in Piemonte. In Svizzera, il Piano di Magadino e i dintorni del Lago di Neuchâtel emergono come aree strategiche che necessitano di maggiore tutela.

A preoccupare non è solo la mancanza di protezione, ma anche la presenza di barriere artificiali e il rischio di mortalità stradale. Le statistiche europee mostrano che la maggior parte delle lontre investite si trova a meno di 100 metri da corsi d’acqua, a conferma di quanto siano vulnerabili nei tratti dove la rete viaria incontra le zone ripariali.

Studi recenti portano però anche un messaggio positivo: la lontra dimostra una grande capacità di adattamento, riuscendo a sfruttare anche piccoli torrenti stagionali e ambienti agricoli, purché vi sia un minimo di continuità ecologica. Questo rende ancora più importante intervenire con infrastrutture verdi, passaggi faunistici sotto le strade e azioni di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua.

Proteggere la lontra significa proteggere un intero ecosistema e le numerose specie che ne fanno parte. Vederla di nuovo nuotare nei torrenti alpini non è solo un’immagine suggestiva: è il segnale che i nostri fiumi e ambienti naturali sono sani e vitali e che possono recuperare e conservare la biodiversità originaria. La natura, se aiutata, può ancora riprendersi i suoi spazi e regalarci incontri straordinari.

Articolo
Leoncini, F., Semenzato, P., Di Febbraro, M. (link is external)et al. Come back to stay: landscape connectivity analysis for the Eurasian otter (Lutra lutra) in the western Alps. Biodivers Conserv 32, 653–669 (2023). https://doi.org/10.1007/s10531-022-02517-3(link is external)

 

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